SABRINA COSTANTINI ALWAYS



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Nata a Venezia il 28 settembre 1967, opera tra Torino, Venezia e New York

Dal 1987 ha frequentato i corsi di pittura presso le Accademie di Belle Arti di Venezia, Bologna e Torino, mentre si è specializzata in restauro alla scuola di San Servolo (Venezia) nel 2004.

Nel 1992/93 a Stockbridge ha seguito stages di psicologia del colore e corsi di Scuola Libera del Nudo legati all’Università del Massachusetts (Stati Uniti).

Nel 1991 ha realizzato per conto dello studio d’architettura Eliana Gerotto, con la direzione di Gae Aulenti, le scenografie pittoriche delle sale principali di Palazzo Grassi a Venezia per la mostra «I Celti. La prima Europa».

Negli anni 1995/1997 è stata assistente del pittore, scultore e filosofo Gino De Dominicis, durante i suoi soggiorni vene-
ziani a palazzo Franchini, suo atelier estivo.

In particolare la sua esperienza pittorica si snoda dall’applicazione delle tecniche più antiche, tra le quali l’affresco, al «trompe-l’oeil» su stucco veneziano alla foglia d’oro, all’impiego dei più innovativi materiali eco-compatibili per superfici murarie.

Da più di vent’anni lavora nel campo dell’interior design e della pittura d’interni, sviluppando una particolare attenzione per la dimensione simbolica dei colori.

Svolge attività di consulenza per quanto concerne la scelta cromatica in relazione agli ambienti, applicando sensibilità e competenze che si ispirano anche alla cromoterapia e all’antica filosofia cinese del Feng Shui.

Ha eseguito interventi pittorici e consulenze presso dimore private in collaborazione con vari architetti, fra i quali, a Torino, Noemi Gallo, Cristina Bertolotti, Giovanni Durbiano, Francesco Pezzo e, a Venezia, Maurizio Rosa.

Ha collaborato al ripristino dei finti marmi e delle dorature presenti nelle sale dello storico Hotel Bauer a Venezia per conto della ditta Mobil Project.

In particolare, la sua esperienza nel campo del restauro si identifica con gli interventi, nel 2005, sugli affreschi della Cappella dell’ex Convento delle Orsoline di Saluzzo (Cuneo).

L’anno successivo, sempre a Saluzzo ha restaurato lo stemma in esterno di Casa Cavassa, attuale Museo Civico.

A partire dal 2008 partecipa a rassegne tematiche e collettive a Torino, con dipinti che vanno da una figurazione interiorizzata ai ritratti, al mondo animale e a un naturalismo risolto con limpide emulsioni cromatiche.

Dal 2009 al 2011 Espone alla rassegna «Paratissima», Borgo San Salvario, Torino.

2012 Mostra personale al Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino

Alberi

Alberi,
la tecnica



La tecnica che ho messo a punto vuole tradurre una personale percezione dell’albero, eseguita su superfici che richiamano la dura consistenza di un muro, rievocando l’affresco, con tutte le sue straordinarie peculiarità, grazie ad un’esperienza che si è sviluppata con il mio lavoro nel corso degli ultimi vent’anni.

Lavoro preferibilmente su materiali rigidi come il compensato, mdf, faesite e simili.

I tratti iniziali, eseguiti con matite colorate o china, delineano l’essenza formale dell’albero, permanendo nello stesso tempo come strutture del pensiero creativo nonostante possano venire interamente coperti dal colore.

A partire dai tratti strutturali, l’opera si sviluppa sulla superficie posta orizzontalmente e bagnata al punto da mantenere, per alcune ore, una viscosità tale da permettere una parziale imprevedibilità dell’effetto ottenuto, fruibile in seguito alla mescolanza dei pigmenti e alla conseguente formazione di macchie che risultano fresche e spontanee.

Utilizzo gessetti colorati e pitture a calce con pigmenti macerati al momento come le terre naturali, gli ossidi e le lacche.

La messa a fuoco del fogliame assume contorni approssimativamente definiti, attraverso l’uso di macchie e gocce, in continua ridefinizione, in un procedimento di asciugatura lenta e mutevole come la realtà delle stagioni che cerco di fissare sulla tavola.

Le sagome dei miei alberi sono, la maggior parte delle volte, definite dal colore più denso del cielo, quale unico agente atmosferico di contenimento dell’espansione della chioma e delle foglie.

Talvolta l’albero assume una direzionalità nettamente definita, come nel caso del cipresso; nella stagione più vigorosa la sua sagoma domina quasi tutto il fondo, mentre il cielo perde forza e colore.

Alberi,
la critica



Si leva il mattino, con occhi d’oro appannati di sonno e rugiada;
gli vanno incontro per l’aria chiara due gabbiani con lungo volo.


Diego Valeri




Il volo dispiegato dei gabbiani sembra annunciare un approdo di libertà volute e cercate, un itinerario tra acque lagunari e antiche pietre, un fiorire di giardini e alberi e memorie affioranti in mattini di luce.
E nella luce s’individua la misura espressiva di Sabrina Costantini Always, che al Museo Regionale di Scienze Naturali espone un «corpus» di opere legate alla sua visione della realtà, interpretata secondo i simboli di un naturalismo rivisitato e dal limpido cromatismo.
Veneziana, cittadina del mondo, con studio nel centro di Torino, elabora un discorso pittorico in cui la tecnica è l’artefice di nitide composizioni realizzate su materiali come il compensato.
Per raggiungere il risultato utilizza «gessetti colorati e pitture a calce, con pigmenti macerati al momento come le terre naturali, gli ossidi e le lacche».
In tale angolazione, si definiscono i momenti di una ricerca legata alle sagome degli alberi, che nei cipressi «assume una direzionalità nettamente definita», mentre in altre tavole l’insieme della raffigurazione si espande sulla superficie raggiungendo un’assoluta leggerezza.
E il colore trasforma l’immagine in forme impalpabili, in macchie dilavate, in rami e foglie che si ricollegano ai versi di Diego Valeri: «Nel profondo giardino, sotto rami/ di lacca e frutti d’oro, tra le palme/ erette e aperte a fiore e gli eucalipti/ ricadenti a pennacchio di fontana,/ io penso a pioppi argentei tremanti/ lungo i miei fiumi, e l’azzurro pallore/ dei salici protesi sopra i fossi...» («Nel profondo giardino»).
Vi è, quindi, nei suoi quadri un fremito che percorre gli alberi, gli arbusti, la vegetazione in spazi immersi nel silenzio di luminosi incantamenti.
L’esperienza della Costantini Always si configura con l’impegno nel restauro di affreschi, con la frequentazione dello studio di Gino De Dominicis, con i lavori realizzati nel campo dell’interior design, in una risoluzione figurale sempre controllata pur nella rapida gestualità del segno.
Accanto agli alberi, si può osservare un imponente, emblematica, intensa figura d’uomo che esprime il senso profondo di una segreta interiorità, di una narrazione che unisce passato e presente, del vigoroso recupero di un vissuto che ha il fascino del Lido di Venezia, dei campielli a notte, della parola altamente evocativa.
E la parola si fa racconto di alberi protesi verso cieli incommensurabili, di pesci in acque azzurre, di evanescenti parvenze emergenti da fondi finemente elaborati.


Angelo Mistrangelo
Torino, 15 giugno 2012




TRILOGIA DEL LEGNO

Il legno è fibra d'anima, venata di domande mai poste, resinata di ricordi viandanti solitari.
Lance di rami squarciano i velari
di foglie, che, tremanti al vento perso nel suo stesso furore, puntan verso l'orizzonte sfregiato dalla lama di chi una volta ha urlato e più non chiama il testimone della sola fede che dona tutto il poco e nulla chiede.
Sono radici quegli abbracci calmi che donavi al mio corpo e al desiderio palpitante insolente, scherzo serio che, teso come remi sugli scalmi, fendeva l'acqua di quel lago aprico fatto di gocce di un amore antico.
Galleggia come un tronco quella vita che, risalendo all'acque della fonte dal ventre della valle, arranca al monte che con la cima infilza la smarrita risposta - non si sa qual è il quesito - che dà confini certi all'infinito.


Carlo Squillante

Portrait
e Dipinti

Trompe
l'Oeil

Soffitti
e Pareti Affrescate

Pitture
in esterno

Pitture
di Arredamento

Complementi
d'Arredo

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Anticate

Illustrazioni

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SPAZIO MOUV’ - Connessioni Creative

In Spazio Mouv’ Arte, spazio creativo in San Salvario, a Torino via Silvio Pellico 3, la Mostra di Sabrina Always "Dissolvenza, ultimi alberi" a cura di Ivana Mulatero dal 10 giugno al 12 luglio 2014

Inaugurazione:
Martedì 10 giugno dalle 18,30

"Un viaggio che ripercorre, attraverso alcune opere recenti, una ricerca che dura da anni sulla raffigurazione dell’albero, dalla metafora al significato simbolico, dall’essenza vitale al significato intimamente psicologico. Dissolvenza, per rappresentare presenze con radici forti e solide".

SPAZIO MOUV’

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